AGCOM: In calo gli accessi alla rete fissa e la quota di mercato TIM

AGCOM: In calo gli accessi alla rete fissa e la quota di mercato TIM

Il mercato Internet e telefonia sta cambiando. Secondo i dati pubblicati da Agcom sull’ultimo trimestre 2018, in un anno si sono persi 350mila accessi alla rete fissa, con una contrazione di 180mila unità rispetto al trimestre precedente. L’Osservatorio sulle comunicazioni dell’Autorità mette in luce anche un altro aspetto che fa riflettere sul cambio degli equilibri finora conosciuti: TIM, pur rimanendo il primo operatore del mercato (50,2%), perde 3,5 punti percentuali di quota in un anno.

Salgono, invece, di 2,62milioni unità le connessioni in fibra a scapito delle meno performanti linee della rete rigida che, in un anno, calano di 3,15milioni di unità.

Accessi a Internet da linea fissa: le linee in rame soppiantate dal mobile

La rete fissa ha visto diminuire gli accessi dell’1,7% in un anno. Un calo che si concentra sulle reti in rame (-21,1%); mentre le reti più performanti guadagnano, nello stesso periodo, volumi consistenti (+56,9% per le FTTC e +53,5% per le FTTH). In aumento anche le soluzioni di connettività FWA (+17,1%).

Il calo di accessi alla rete in rame che si è verificato negli ultimi quattro trimestri, soprattutto su infrastrutture TIM, è un segnale forte che dovrebbe spingere gli operatori di rete fissa a puntare ancora sulla copertura capillare del servizio di connessione in fibra ottica. L’alternativa di connessioni mobile con grandi volumi di giga a consumo e dalle performance sempre più affidabili può facilmente e inesorabilmente far esodare i clienti periferici (un ancora sostanzioso 52,3% del mercato dei clienti residenziali) verso questo tipo di tecnologia, rinunciando del tutto alla connessione fisica. Sempre secondo i dati Agcom, nell’ultimo anno, le SIM attivate sono state 3,4milioni.

Osservatorio Agcom ultimo trimestre 2018: le quote di mercato

Su base annua, come si è detto, TIM perde 3,5 punti percentuali di quota di mercato, passando dal 53,7% di fine 2017, al 50,2% del 2018. Un calo che si riscontra anche tra i clienti serviti dalle reti più performanti (-1,6 punti percentuali sulle reti broadband e ultrabroadband).

Il resto del mercato sembra giovare della defaillance dell’ex monopolista, con Vodafone in prima linea (14% del mercato), seguita da Wind Tre (13,2% e crescita di 0,3 punti percentuali), Fastweb (13% e crescita di 0,8 punti percentuali). Gli operatori minori detengono il residuale 9,6% del mercato.

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