Fattura della Luce salata: Scopriamo i motivi

Fattura della Luce salata: Scopriamo i motivi

Certamente vi sarà capitato di chiedervi come mai, pur avendo attivato un’offerta che assicurava un costo della componente energia a pochi centesimi di euro, vi sia poi arrivata in ufficio una fattura dal prezzo decisamente più alto.

Come saprete, le voci di costo delle bollette delle luce non includono solo il costo del kWh, ma anche altre voci di spesa, tra cui le tasse e imposte fisse, stabilite dall’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA).

Per usufruire dell’energia elettrica, a tutti gli utenti, a prescindere dal mercato in cui si servono (libero o tutelato), del fornitore e della tipologia di offerta sottoscritta (monoraria o bioraria), vengono applicate due tipi di tasse: l’imposta erariale di consumo e l’IVA. Nel primo caso, si parla più comunemente di accisa. Essa viene applicata alla quantità di energia consumata dal cliente e varia a seconda del consumo di energia in kWh: a parità di energia consumata, si avranno importi identici stabiliti dall’Autorità. Per quanto riguarda l’IVA, è applicata al costo complessivo del servizio.

Le tasse possono sicuramente incidere sul costo complessivo della fattura della luce. Eppure, a volte i conti continuano a non tornare.

A questo punto la domanda di molti utenti sorge spontanea: è davvero tutta colpa delle tasse se arrivano fatture della luce salate? Oppure esistono altri costi che non balzano all’occhio, ma che comunque pesano (e molto!) sul costo complessivo della fattura?

Cerchiamo di capirlo insieme.

Energia elettrica consumata

Indubbiamente, ciò che attrae maggiormente l’attenzione quando si guarda una bolletta della luce, è l’importo da saldare per aver usufruito del servizio. Si tratta di una cifra graficamente resa ben visibile.

In realtà, sulla bolletta della luce possono essere trovate risposte a tante domande. Tra le informazioni che si possono ricavare, ci sono anche i motivi per cui spesso il prezzo che ci aspettiamo di leggere in bolletta, non è quello che si ottiene poi in realtà.

Innanzitutto è importante capire su cosa si basa il calcolo del consumo annuo di elettricità, perchè potreste consumare molta più energia di quanto possiate immaginare. Tale valore si trova nella seconda pagina della fattura: si tratta del consumo relativo a 12 mesi di fornitura ricavato dallo storico effettivo del cliente o sulla base di una stima. L’informazione è utile, in prima battuta per tenere d’occhio il consumo annuo e, soprattutto, la divisione in fasce orarie, può aiutare a capire quanto si preleva nel lungo periodo e quanto si preleva maggiormente per capire se è più conveniente un’offerta bioraria, multioraria o monoraria.

Il prezzo eccessivo della vostra fattura, potrebbe essere imputato, dunque, non alle imposte, ma alla tipologia della vostra tariffa. Per questo è importante sapere in quali ore del giorno si consuma più energia dato che il prezzo della componente energia è diverso a seconda delle ore di utilizzo della corrente elettrica e dei giorni della settimana.

Il livello massimo di potenza prelevata

Conoscere il livello massimo di potenza prelevata (kW) può contribuire a trarre delle conclusioni molto importanti, soprattutto se ci si è visti recapitare una bolletta della luce salata. Tale informazione può, infatti, permette di considerare l’assorbimento energetico delle apparecchiature elettriche presenti in azienda, primi fra tutti i frigoriferi che sono in cima alla lista dei maggiori consumatori di elettricità dato che sono accesi 24 ore su 24 e non possono essere staccati dalla corrente.

Per riuscire a risparmiare è importante dotare il proprio ambiente di lavoro di apparecchi di classe energetica A+ o superiore. L’investimento iniziale per l’acquisto di questa gamma di apparati potrà essere recuperato nel giro dei primi 3 anni di utilizzo. È importante poi, utilizzare altri apparecchi a elettricità con moderazione e solo quando è davvero necessario, parliamo in particolar modo dei condizionatori, che spesso in estate usiamo senza pensare troppo alle conseguenze sulla bolletta.

Gli altri costi che vanno a determinare il prezzo finale della bolletta

Se avete ricevuto una fattura dal prezzo che sicuramente non vi aspettavate, non è solo colpa delle imposte. Quando si stipula un contratto per una nuova offerta luce, spesso non vengono spiegate esaustivamente tutte le voci che compongono e determinano il prezzo finale delle fatture.

Tra gli importi fatturati in bolletta, oltre alle imposte, si trovano:

  • La materia energia
  • Il trasporto e la gestione del contattore
  • Gli oneri di sistema

La materia energia

La spesa per la materia prima energia comprende tutte le voci che si riferiscono alla’acquisto di energia, al dispacciamento e alla commercializzazione al cliente finale. Insieme tali attività costituiscono i “sevizi di vendita”: è la voce principale della bolletta in quanto comprende le attività svolte dai fornitori  per acquistare e rivendere energia elettrica.

Tale sezione si divide in una quota fissa, ossia il costo stabilito dall’Autorità sulla base della spesa media affrontata dai venditori del mercato per il rifornimento di energia del cliente e da una quota energia, ossia dal costo al kWh per l’acquisto da parte del cliente dell’energia elettrica, che si differenzia a seconda del regime di mercato.

Trasporto e gestione del contatore

In questa sezione si trovano elencati i costi per i servizi di rete, ossia quei costi da versare all’azienda venditrice per coprire le spese sostenute da essa per il trasporto dell’energia fino al contatore del cliente e per la gestione e la lettura dei consumi sul contatore. Le tariffe per ognuna di queste voci sono stabilite dall’Autorità in maniera uniforme per tutto il territorio Nazionale attraverso parametri che tengono conto dell’inflazione, degli investimenti e degli obiettivi di recupero e di efficienza.

Oneri di Sistema

Gli oneri di sistema sono i costi che il cliente dei assolvere per “onere”, al fine di sostenere interventi di utilità e interesse generale e sono introdotti da leggi e decreti ministeriali.

Non è tutta colpa delle tasse

La risposta alla domanda: “è davvero solo colpa delle tasse se le bollette sono salate?”, come si sarà capito, è no.

Spesso non ci accorgiamo di sprecare energia inutilmente o semplicemente non abbiamo tenuto conto del fatto che sul prezzo finale delle bollette incidano altre voci di costo. L’importate è aver chiaro che, quando si va a sottoscrivere un nuovo contratto luce, il prezzo fatturato non è quello che ci viene proposto come componente energia (costo del kWh).

Per questo motivo è importante sottoscrivere l’offerta migliore per il proprio profilo di consumo. Attraverso 4Business, potrete valutare le offerte che meglio corrispondono al profilo di consumo della vostra azienda. I nostri Consulenti, saranno in grado di guidarvi verso la scelta migliore per non rischiare di avere amare sorprese in bolletta alla prima fatturazione.

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