Fibra Ottica: Obbligatori i bollini AGCOM

Fibra Ottica: Obbligatori i bollini AGCOM

Con delibera 292/18/CONS, l’AGCOM ha approvato definitivamente il provvedimento che attua le disposizioni contenute nel D.L. n. 1487 2017 art. 19 quinquiesdecies, definendo così le modalità mediante le quali gli operatori dovranno comunicare le caratteristiche delle diverse tipologie di infrastruttura fisica utilizzate per l’erogazione dei servizi di connettività.


Il regolamento impone agli operatori alcuni obblighi di trasparenza sia nelle informazioni rese in fase precontrattuale (comunicazioni pubblicitarie descrittive dell’offerta), sia in sede contrattuale, definendo altresì le caratteristiche tecniche e le corrispondenti denominazioni delle diverse tipologie di infrastruttura con cui vengono erogati i servizi a banda larga e ultra larga.


Da oggi sarà quindi più difficile per gli operatori telefonici giocare sull’ambiguità della fibra per vendere connessioni ad internet. Diventa obbligatorio, infatti, in tutte le pubblicità inserire il semaforo del Garante delle comunicazioni (Agcom) per orientarsi tra le reali velocità della connessione proposta. Troppo volte infatti, si prometta una rete capace di arrivare a 200 mega al secondo in download, e invece ci si trova con prestazione ben al di sotto.


Chiarezza negli spot


Adesso qualsiasi materiale pubblicizzato, che sia una pagina del sito, un banner, uno spot tv o un cartellone stradale, potrà usare la parola “fibra” solo se il cavo dell’operatore arriva quantomeno al nostro palazzo. La tecnologia Fttc, che veniva spacciata come fibra, in realtà era una mezza bufala (tanto che l’Antitrust ha multato i maggiori operatori per svariati milioni), perché la fibra arrivava solo alla cabina di strada, mentre da lì al modem di casa, la trasmissione dati ritornava su rame e quindi rallentava. Solo nel caso in cui la connessione garantita sia quella che arriva all’abitazione, l’operatore dovrà pubblicizzarla con un bollino verde in vista.



I tre bollini


Vediamo nel dettaglio come devono essere fatti e cosa indicano i bollini semaforici voluti dall’Agcom:


Il rosso con una “R” dentro indica la tecnologia in rame, o nel caso del collegamento via etere, le onde radio. In entrambi casi parliamo di una velocità assimilabile alla vecchia Adsl.


Il giallo con all’interno “FR” indica fibra-rame o fibra-radio. Significa che la tecnologia è mista e che la fibra arriva solo fino alla cabina in strada, dunque la velocità finale di cui si può servire il consumatore è inferiore intermedia tra quella fornita con Adsl e quella fornita con la fibra ultraveloce.


Il verde con la “F” dentro è la fibra ultraveloce, quella che arriva almeno fino all’edificio in cui si abita. Garanzia di maggior velocità (problemi tecnici permettendo). Nella fase sperimentale, partita lo scorso giugno,  il Garante intanto ha esaminato come i principali operatori hanno applicato i tre colori alle loro offerte commerciali. Risultato: promosse Tim e Fastweb, mentre sia WindTre sia Vodafone affiancavano sia il bollino giallo che quello rosso alla stessa offerta, generando confusione. Il bollino che va inserito è quello della tecnologia minima garantita. Si spera che da adesso in poi gli operatori smettano di giocare sul piano dell’ambiguità per strappare qualche contratto in più, creando enormi disagi ai clienti.


Gli effetti prodotti dal nuovo regolamento Agcom non potranno che essere verificati e valutati “sul campo” sia dagli operatori che dagli utenti finali. Tuttavia con l’introduzione del regolamento si andrà necessariamente verso una maggiore trasparenza rispetto alle caratteristiche dei prodotti offerti ed alle modalità di erogazione degli stessi nonché verso una maggiore consapevolezza dell’utente finale circa le potenzialità e le prestazioni del servizio che intende acquistare.

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